domenica, 11 maggio 2008, ore 21:31

 

Forse oggi è la tua festa.

Non ne ho mai afferrato con precisione la data ma i mass media mi hanno trasmesso in qualche modo la notizia.

 

Oggi ti ho chiamato.

Eri tranquilla, quasi allegra, mi leggevi la trama di un libro che ti hanno regalato mentre io ero di corsa con i capelli bagnati da asciugare, mi hai salutata sorridendo.

Quando sei così il benessere mi invade, riesce a farsi strada attraverso quella siepe spinosa che mi sono costruita intorno … io ne gioisco ma non posso non notare che allo stesso modo accade il contrario, che ugualmente riesci a farmi diventare angosciata con un tono di voce diverso, qualche domanda di troppo.

 

Fa stare male accorgersi che mi sto proteggendo da te.

 

Proteggersi da chi ci ha resi possibili, non è forse il paradosso più grande? Fa gelare il sangue.

 

Doversi proteggere dall’amore, non è questo ancora più folle?

 

Forse il tuo amore ti ha accecata. Di certo è stato lui a farti gridare parole che non voglio ricordare, forse è stato lui a paralizzare all’improvviso i miei abbracci, il mio dirti ti voglio bene, non l’ho più detto, ma la cosa che più mi fa piangere è che ho paura tu non lo sappia. Non ne sia sicura. Il rancore che provo lo avverti sicuro, questo lo so, me lo fai notare con battutine e sottintesi. Ed io non riesco ad amalgamare amore e rabbia, non riesco a proteggermi senza imbastire siepi improvvisate, che un po’ mi allontanano e mi fanno sentire estranea in casa mia, in prestito nel mio letto di ragazzina.

 

Il silenzio ci protegge, è in sua virtù, la quiete di questi ultimi mesi.

 

Non ho scudi e corazze nell’armadio. Non sono capace di profanarlo.

 

Vorrei cose che non accadranno.

 

E allora forse solo vorrei che il silenzio diventasse messaggero d’amore.

LuceDiSera
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domenica, 11 maggio 2008, ore 09:15

LuceDiSera
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sabato, 10 maggio 2008, ore 11:36

Una corsa al supermercato a ricomprare acqua e fragole, ho domandato se avessero in vendita qualche etto di spontaneità. Non si compra, mi ha risposto il ragazzo col cappellino giallo, lo sguardo compassionevole.

Perdo tutti gli oggetti e ho paura di aver smarrito anche quella... che un pò il solo pensarci lo rende tale, così come il gioco che dice: "non pensare alla parola cane" .

Di solito gli oggetti smarriti li ritrovo sotto al letto pieni di polvere, o rovistando nella borsa impiastricciati di caramelle mezzo sciolte, questa qui chissà dove l'ho nascosta.

Sepolta dalla paura di non avere nulla di interessante da dire da mostrare da offrire... regalare, da essere.

LuceDiSera
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venerdì, 09 maggio 2008, ore 12:17

Vorrei una macchinetta magica nel cervello che traducesse direttamente i pensieri in parole, senza bisogno dell'analisi logica, della scelta dei termini, delle pause, dei punti interrogativi.

Mai come ora mi sono sentita muta, intrappolata nelle limitazioni di un vocabolario, io che di parole non sono mai stata avara, dalle parole mai stata tradita.

LuceDiSera
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martedì, 06 maggio 2008, ore 23:14

"Domani è il primo giorno del resto della mia vita."

                  

LuceDiSera
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martedì, 06 maggio 2008, ore 08:02

"Non riuscivamo a smettere di guardarci negli occhi, ogni respiro era una domanda: Sì? Seguita da: Sì. A poco a poco, tra una caduta e un appiglio, siamo scesi in un luogo precario e luminoso; avevo sempre saputo che c'era ma non avevo mai indovinato dove."

Miranda July - Tu più di chiunque altro

LuceDiSera
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domenica, 04 maggio 2008, ore 23:03

LuceDiSera
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domenica, 04 maggio 2008, ore 00:12

"Se davvero è così, se ti senti tra parentesi, permettimi allora di infilarmici dentro, e che tutto il mondo ne rimanga fuori, che sia solo l’esponente al di fuori della parentesi e ci moltiplichi al suo interno."

LuceDiSera
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sabato, 03 maggio 2008, ore 16:17

Malumori scivolano nelle giornate liquidi come bagnoschiuma.

Io mi ci lavo la pelle e dopo la sento più morbida.

Orgoglio di cartapesta indurita.

Dubbi che decidi di non far diventare domande, tempo che si affianca al tempo e cammina accanto senza spingere né ingombrare il passo – a volte.

Quando ti taglia la strada lo spintoni più in là, che tu hai tante cose a cui pensare.

Intanto, sei come su una nave che veleggia in vista dell’estate.

Le ultime due o tre partite di campionato, l’ultimo mese di lezioni, e poi avrai lunghissime giornate di tempo vuoto da riuscire ad organizzare. Di solito ti ci perdi dentro. Quando è troppo, non sei brava, arrivi a fine giornata con mille cose da fare compulsiva, oppure stanca di tutto, buttata sul letto respiri il soffitto.

Ricordi un’estate precisa.

Quella in cui andavate a mangiare il cocomero in un baracchino vicino casa.

Un posto squallidissimo, in mezzo al traffico e alle macchine, facevano le pesche con la panna, che però la panna era quella nel tubo già pronta e in realtà potevi farle più buone da sola, le pesche. E infatti una volta abbiamo fatto la spesa al supermercato,  montato la panna e preparato delle pesche più buone. In quella cucina arancione, api e zanzare.

E’ stata un’estate bella, e non vedevo l’ora che ne arrivasse un’altra, altrettanto bella, per fare tutte le stesse cose e anche di più.

Non ricordo come furono le estati successive … non ho voglia di forzare i ricordi, se sono sbiaditi ci sarà un perché ... anche se un po’ spaventa che la tua smania di ricordo puntuale e meticoloso ti stia abbandonando …

Un’estate uguale, però, non è mai più venuta.

LuceDiSera
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venerdì, 02 maggio 2008, ore 10:19

Grazie a Jo, che con un messaggio semplice semplice, della serie ma il medico lo vuoi ancora fare sì?? è riuscita a strapparmi un sorriso e a farmi ribaltare completamente il punto di vista.

Quando ti accorgi che, un pò, ti stai perdendo nei dettagli. Quando rifletti sul fatto che hai ancora un paio d'anni davanti in cui concentrarti per imparare almeno quel poco che ti viene insegnato. Quando sperimenti che ogni cosa che leggi, che studi, che ascolti ti suscita comunque interesse e capisci che sì...

...per ora la strada è quella giusta.

Non è poco, credo.

LuceDiSera
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